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Net Neutrality, in Usa la protesta dei big del web per la libertà della Rete

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Teleguidato dalla base di Foggia

CAGLIARI – E’ riuscito il primo volo, controllato da satellite, del Predator, velivolo ultraleggero senza pilota dell’Aeronautica militare italiana, decollato dalla base di Amendola (Foggia) ed atterrato poco prima delle 11 (dopo dieci ore e mezzo di volo) sulla pista dell’aeroporto militare di Decimomannu.

L’aereo è attualmente utilizzato per sorveglianza e ricognizione in Afghanistan ed il test di oggi conferma la capacità del velivolo di essere controllato da distanze remote.Nei quasi mille chilometri di volo il Predator è stato preso in consegna da un satellite e guidato dalla base di Amendola (28/o Gruppo) sino a Decimo dove è passato ad una stazione di terra per la fase dell’atterraggio.

Il lungo trasferimento (che conferma l’Italia prima nazione europea ad avere la capacità di gestire da distanze remote il velivolo) si inserisce nell’operazione ‘Shardan 2009’ (nome di antiche popolazioni sarde venute dal mare) che si concluderà il prossimo 7 agosto e che dovrà confermare le capacità di effettuare missioni con un velivolo Uav, senza pilota a bordo (Unmanned aircraft vehicle), ma guidato con un pilotaggio remoto.

Roberto Corsini, assume un significato non solo sperimentale ma anche operativo, infatti secondo l’Ami la capacità di governare il Predator da distanze così rilevanti potrebbe consentire di controllare dall’Italia, in particolari condizioni, il Predator utilizzato in scenari esteri (come l’Afghanistan) o anche per sorveglianza e ricognizione in tutto lo spazio aereo italiano.

Fonte:
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=256754&IDCategoria=1

Un piccolo mare che può regalare un grande futuro

Dimentichiamo i Club Meditérranée; le litanie sull’idillico fascino di vigne e ulivi; la retorica nostalgica, da «età dell’oro» greco-romana; l’imbecillità motorizzata, stile Parigi-Dakar; i bagni di sole; gli spettacoli folcloristici e i siti turistici, da viaggio organizzato; l’esotismo d’accatto. Dimentichiamo anche l’«Unione mediterranea» di Nicolas Sarkozy, nata morta. Ricordiamo il Mediterraneo tragico: come la filosofia, la tragedia ha origine in Grecia, non a caso, e ha come cornice lampi notturni, più abbaglianti che illuminanti. È il regno di Dioniso, dio dell’esuberanza vitale. Nel Mediterraneo si veda la matrice dell’avvenire, non più il museo, il mausoleo o il deposito di ricordi e testimonianze per letterati e turisti.

Per la storiografia tradizionale, il Mediterraneo è il perpetuo scontro delle sue sponde, come se il nemico restasse sempre quello. Invece il Mediterraneo (medi-terraneo) è mare di mezzo, spazio fra terre: dunque unisce tanto quanto separa. Distingue, unendoli, popoli che si fronteggiano, come se fossero allo specchio. È una meridiana.
Nel Pensiero meridiano (Laterza), Franco Cassano scrive che esso «comincia dove comincia il mare». Però c’è mare e mare. A sud non s’è mai molto lontani dal mare, ma nel Mediterraneo non si è mai molto lontani nemmeno dalla costa.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=277137