Questa partita è decisiva forse soprattutto per lui, sospeso sempre fra due mondi opposti: l’Italia dove è signore e padrone e l’Europa dove invece non riesce a confermare il potere e il prestigio che si è conquistato ai tempi del Porto.
Già, perché l’Inter finora ha fatto troppo poco: quello 0-0 troppo timido e anche un po’ spaventato a San Siro col Barcellona campione d’Europa, il pareggio in rimonta a Kazan contro il Rubin, e il 2-2 in casa con la Dinamo, anche questo con gli ucraini due volte in vantaggio.
E da Inter non è nemmeno quella striscia di otto risultati senza vittorie che sono l’evidente tallone d’Achille di un squadra nata per misurarsi con le grandissime – Manchester Utd, Barcellona, Real Madrid etc – ma che ancora non riesce a collezionare le vittorie necessarie per rendere solido e indiscutibile questo prestigio.
Così come le spese di lusso di Abramovich e gli spettacolari colpi di mercato di Perez.
Fonte:
http://www.repubblica.it/2009/10/sport/calcio/champions/dinamo-inter/inter-pre-dinamo/inter-pre-dinamo.html
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